La terra dei Kalinga

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“Questa è la meravigliosa India dove nulla è certo, dove la precarietà va a nozze con la cultura millenaria
e dove l’arte d’arrangiarsi smonta qualunque tentativo di stabilità.”

Un viaggio in India a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, un racconto affascinante e coinvolgente che porta il lettore alla scoperta delle mille contraddizioni di una terra generosa e difficile.

Antonio e Carmen, appassionati viaggiatori italiani, si lasciano incantare dai racconti della loro guida, Mr Mishra, che li porta lontano dai flussi turistici, alla scoperta intima di templi, strade, monumenti, storie, tribù.

Un viaggio verso la bellezza intima di un luogo, verso una tradizione secolare, ma anche e soprattutto un incontro profondo con la gente, con i loro occhi, con le loro mani, con i loro sorrisi, con la loro accoglienza.

E la macchina fotografica non ritrae semplicemente un sari variopinto o una statua di pietra, coglie l’attimo di uno sguardo, accomuna linguaggi lontani, si fa bagaglio leggero.

Nel corso del viaggio, Antonio e Carmen incontrano Calcutta, i templi di Bhubaneswar, il Tempio del Sole di Konark. Insieme restano annichiliti di fronte a una donna che sembra seppellire il figlioletto nella sabbia.

Trasognati viaggiano nei luoghi in cui l’estasi di Krishna diede inizio alla leggenda del dio dagli occhi grandi. I due viaggiatori s’imbattono in un funerale a Puri, nei bambini che chiedono di essere fotografati per guardare poi entusiasti la propria immagine sul display. Conoscono curiosi i villaggi Kutia Kondh e Kuvi Kondh, la tribù Bonda, Bara e Olari, gli intoccabili Shudra, appartenenti alla casta bassa. Sperimentano l’alcolismo diffuso, la collina sacra Niyamgiri, l’esplosione di colori del Kunduly Market…

Non si tratta però solo di un viaggio proiettato verso la scoperta, l’incontro, l’esterno: nel corso della narrazione compaiono flash back che portano ad Antonio folate di ricordi dell’infanzia dei suoi figli, a cui è legato da un rapporto difficile, e della propria vita.